Il nostro istituto, in linea con quanto stabilito dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, meglio noto come “testo unico” di salute e sicurezza sul lavoro si propone di costruire e diffondere la cultura della sicurezza e della prevenzione riservando ampio spazio a tutte le attività ed iniziative che contribuiscono a promuovere nei lavoratori e nei futuri lavoratori comportamenti responsabili improntati alla tutela non solo della propria incolumità ma anche di quella altrui e alla individuazione di strategie che concorrono ad un efficace contrasto del fenomeno degli infortuni sul lavoro. A tale riguardo si pubblicano materiali di formazione/informazione utili a promuovere tali obiettivi da ricondurre nell’ambito del P.O.F. I docenti che desiderano fare ulteriori approfondimenti potranno ricevere indicazioni dettagliate scrivendo a:

 

pierpaolo.pasino@istruzione.it

Inoltre il nostro Istituto aderisce alla Rete per la Sicurezza della Provincia di Alessandria.

Sul sito 

http://www.retealessandria.eu/
 
è possibile avere ulteriori informazioni.

 

Figure rilevanti ai fini della sicurezza sul lavoro

 

Datore di Lavoro - Dirigente Scolastico Bruzzone Claudio Giovanni

Medico Competente - dott. Lumelli Diego

Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza – prof.sa Caneva Laura

Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione - prof. Pasino Pier Paolo

Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione - prof. Odino Giovanni

 

Cos’è la Sicurezza sul lavoro?

La sicurezza sul lavoro consiste in tutta quella serie di misure di prevenzione e protezione tecniche, organizzative e procedurali, che devono essere adottate dall'impresa da parte di datore di lavoro, dirigenti, preposti e lavoratori.

 

In Italia,  la sicurezza sul lavoro è regolamentata principalmente dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, entrato in vigore a maggio del 2008. Questo decreto, abroga e coordina in un Testo Unico Sicurezza Lavoro parecchie norme e in particolare il precedente decreto legislativo 626 del 1994 che aveva recepito in Italia, le Direttive Europee in materia di tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori.

Che cos'è la salute?

La salute secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità è lo "Stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o di infermità (OMS-1948)".

 

Questa definizione è stata ripresa dall'art. 2, comma 1, lett. o) del  D.Lgs. n. 81/08, che definisce la salute come uno "stato di benessere fisico, mentale e sociale, non consistente solo in un'assenza di malattia o di infermità."

Secondo la Carta di Ottawa   (Prima Conferenza Internazionale per la Promozione della Salute, 21 novembre 1986), "la salute è percepita come una risorsa per la vita quotidiana e non come il fine della vita".

Il Primo Soccorso

Il "PRIMO SOCCORSO" è l'aiuto che chiunque può prestare alle vittime di un incidente o di un malore, nell'attesa che intervenga un soccorso sanitario qualificato, che risponde ad un numero sanitario unico (118) istituito su tutto il territorio nazionale, per le chiamate relative alle emergenze ed al soccorso, si precisa tuttavia che sono stati formati addetti preposti a tale funzione (corso di 12 ore)

Il primo soccorritore deve:

  • Evitare azioni inconsulte e dannose.
  • Evitare l'aggravamento delle condizioni dell'infortunato.
  • Proteggere l'infortunato da ulteriori rischi.
  • Favorire la sua sopravvivenza.
  • Saper distinguere i casi urgenti dai casi gravi ma non urgenti.
  • Saper effettuare una corretta chiamata di soccorso.

Cosa deve fare il soccorritore?

  • Valutare la situazione, lo scenario, l'ambiente.
  • Agire sempre in sicurezza proteggendo se stessi ed altri da pericoli incombenti.

 

Procedere all'esame dell'infortunato:

  • Controllo delle funzioni vitali: stato di coscienza, respiro, polso (controllo primario).
  • Ispezione accurata del soggetto: se è ferito, se sanguina ecc.
  • Soccorso psicologico (evitare commenti sullo stato del soggetto anche se pare non cosciente).

Valutare la situazione

Il soccorritore deve valutare se il luogo dove è avvenuto l'infortunio è sufficientemente sicuro per evitare ulteriori rischi.

Solo in caso di pericolo incombente, spostare l'infortunato dal luogo in cui si trova.

Il soccorritore deve aver ben presente la differenza tra urgenza e gravità.

URGENZA: la vita dell'infortunato è in pericolo, le sue funzioni vitali (respiro, battito cardiaco, circolazione sanguigna) sono compromesse. Bisogna intervenire immediatamente.

GRAVITA': la gravità non comporta necessariamente urgenza. Esistono situazioni molto gravi, come ad esempio la sospetta frattura di colonna vertebrale, che possono attendere: potrebbero aggravarsi irrimediabilmente con un soccorso precipitoso e scoordinato.

E meglio non muovere l'infortunato ed attendere con calma il soccorso qualificato.

Il DM 388/03 (scaricabile dal nostro sito) reca disposizioni sul pronto soccorso aziendale in merito alle caratteristiche minime delle attrezzature di primo soccorso, i requisiti del personale addetto e la sua formazione, individuati in relazione alla natura dell'attività, al numero dei lavoratori occupati ed ai fattori di rischio.

Per maggiori informazioni è possibile scaricare il manuale del primo soccorso

Prevenzione Incendi

Principali riferimenti normativi antincendio:

 

Decreto Ministeriale 10 marzo 1998 - Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro

Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 - Testo coordinato con il decreto legislativo 3 agosto 2009, n. 106

Fino all'adozione dei decreti di cui al comma 3, art. 46, D.Lgs n. 81/08, continuano ad applicarsi i criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione delle emergenze nei luoghi di lavoro di cui al Decreto Ministeriale 10 marzo 1998.

Art. 46 D.Lgs. 81/2008 e art. 7 del D.M. 10 Marzo 1998: “ I datori di lavoro assicurano la formazione dei lavoratori addetti alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione dell'emergenza secondo quanto previsto nell'allegato IX.” (Arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da 1.200 a 5.200 euro per il datore di lavoro - dirigente)

La Sezione VI – gestione delle emergenze del D.Lgs 81/08 è stata oggetto di una importante modifica all’art. 43, da parte del D.lgs 106/09, che ha inserito tra gli adempimenti del datore di lavoro ai fini della gestione dell’emergenza anche i mezzi di estinzione e gli impianti di estinzione fissi, manuali o automatici, individuati in relazione alla valutazione dei rischi.

Infatti, l’art. 28 del nuovo decreto legislativo ha integrato tale articolo aggiungendo il comma e-bis, che riportiamo insieme al resto dell’Art. 43. Disposizioni generali:

1. Ai fini degli adempimenti di cui all’articolo 18, comma 1, lettera t), il datore di lavoro:

a) organizza i necessari rapporti con i servizi pubblici competenti in materia di primo soccorso, salvataggio, lotta antincendio e gestione dell’emergenza;

b) designa preventivamente i lavoratori di cui all’articolo 18, comma 1, lettera b);

c) informa tutti i lavoratori che possono essere esposti a un pericolo grave e immediato circa le misure predisposte e i comportamenti da adottare;

d) programma gli interventi, prende i provvedimenti e da’ istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave e immediato che non può essere evitato, possano cessare la loro attività, o mettersi al sicuro, abbandonando immediatamente il luogo di lavoro;

e) adotta i provvedimenti necessari affinché qualsiasi lavoratore, in caso di pericolo grave ed immediato per la propria sicurezza o per quella di altre persone e nell’impossibilità di contattare il competente superiore gerarchico, possa prendere le misure adeguate per evitare le conseguenze di tale pericolo, tenendo conto delle sue conoscenze e dei mezzi tecnici disponibili;

e-bis) garantisce la presenza di mezzi di estinzione idonei alla classe di incendio ed al livello di rischio presenti sul luogo di lavoro, tenendo anche conto delle particolari condizioni in cui possono essere usati. L’obbligo si applica anche agli impianti di estinzione fissi, manuali o automatici, individuati in relazione alla valutazione dei rischi.

Piano emergenza ed evacuazione

 

Planimetrie

 

 

Pericoli e Rischi 

 Si definisce come pericolo la proprietà intrinseca di un determinato fattore (pratiche o metodi di lavoro, attrezzature di lavoro, ecc.)  avente il potenziale di causare danni.

 

Il rischio è definito come la probabilità di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego e/o di esposizione ad un determinato fattore o agente, oppure alla loro combinazione.

È fondamentale, quindi, distinguere tra i concetti di pericolo e di rischio, che risultano sostanzialmente diversi in quanto il pericolo contiene in sé la certezza del verificarsi dell’evento avverso, mentre il rischio implica solo la possibilità, con la conseguenza che il rischio non potrà essere eliminato finché esisterà una sorgente di pericolo.

Per fattore di rischio  si intende un qualsiasi agente fisico, chimico, biologico, ma anche psicosociale, presente nell'ambiente di lavoro in grado di causare un danno al lavoratore.

Il Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 - Testo coordinato con il decreto legislativo 3 agosto 2009, n. 106 disciplina in dettaglio, all’interno dei singoli Titoli del testo,  i principali fattori di rischio.

Origini della sicurezza sul lavoro

Già nel IV secolo a.c. Ippocrate si occupava del rapporto tra lavoro e malattie, insegnando ai suoi discepoli d'informarsi sempre del mestiere dei loro pazienti per meglio diagnosticare le malattie.

Nel I° secolo d.c. l'imperatore Tiberio Claudio Druso si adoperò  per alleviare le condizioni degli schiavi. Gli schiavi ammalati dovevano essere considerati liberi qualora fossero guariti e se qualche padrone avesse ucciso lo schiavo sarebbe stato processato per omicidio.

Nel medioevo operavano le corporazioni di arti e mestieri che assistevano i propri associati garantendo loro cure ed assistenza.

Nel 1556 fu pubblicato postumo il De re metallica del medico tedesco Georg Bauer (1494 - 1555), più noto come Agricola, versione latina del suo cognome. Il testo  diede un contributo fondamentale alla mineralogia, alla metallurgia e alla geologia.

Nel libro è contenuto un enorme patrimonio di conoscenze in materia: sono discussi la geologia dei giacimenti, le tecniche di scavo, gli equipaggiamenti e i macchinari. In esso si analizzano gli infortuni e le  malattie, ma si attribuisce all'incapacità  dei lavoratori la causa degli infortuni.

Nel 1700, Bernardino Ramazzini professore di medicina all'Università di Modena e Padova, pubblicò la prima edizione del suo trattato più famoso "De Morbis Artificium Diatriba", il primo lavoro sulle malattie occupazionali.

Si recò personalmente nelle officine, investigò infatti circa 40 occupazioni descrivendo per ciascuna i rischi per la salute dei lavoratori e i possibili rimedi.

Nel '700, in Inghilterra, prenderà avvio  quel processo di trasformazione  radicale dell’organizzazione economica e sociale che va sotto il nome di "Rivoluzione industriale".

Le invenzioni del telaio meccanico e della macchina a vapore trasformarono il lavoro da artigianale in industriale. Sorsero le prime officine nelle quali si reclutavano a lavorare senza nessuna precauzione igienica, donne, adolescenti e anche bambini.

Nelle fabbriche i bambini cominciano a lavorare all’età di 6-7 anni. Questi bambini sono utilizzati come “attaccafili”, cioè devono aggiustare i fili di cotone, pulire i pavimenti o pulire le macchine.

I bambini iniziano il lavoro alle 5 o alle 6 di mattina e escono alle 7/8 di sera.

Durante il giorno i bambini e gli altri operai stanno chiusi nelle fabbriche dove c’è una temperatura di 26-30 gradi. Nelle fabbriche lavorano tante persone in uno spazio molto piccolo, con poca aria e finestre piccole. Molti bambini si ammalano o si feriscono con le macchine.

C’è solo un intervallo di mezz’ora per la colazione e un altro intervallo di mezz’ora per il pranzo. Se i bambini arrivano alla fabbrica in ritardo o fanno qualche sbaglio vengono picchiati dai sorveglianti.

(testo tratto da A. Londrillo: “Viaggio nella storia” ed. Mursia, Milano 1993 III vol., pag.36)

Nel 1833 si regolamenta il lavoro minorile:

Ragazzi 11-18 anni massimo 12 ore al giorno;

Ragazzi 9-11 anni massimo 8 ore al giorno;

Ragazzi al di sotto dei 9 anni divieto di lavoro.

Normativa del lavoro in Italia degli ultimi 130 anni

886 - La legge N. 3657 sul lavoro dei fanciulli nelle cave, nelle miniere e negli opifici, vieta il lavoro prima dei nove anni e del lavoro notturno prima dei 12 anni.

 

1898 - Prime norme per l'assicurazione obbligatoria contro infortuni e malattie professionali - Legge n. 80 del 17/03/1998.

Viene introdotto il concetto della fatalità o errore umano nell'accadimento degli infortuni.

1899 - Regolamenti generali e specifici di prevenzione.

Regio Decreto n. 230 "Regolamento generale per la prevenzione degli infortuni".

Regio Decreto n. 231 "Regolamento generale per la prevenzione degli infortuni nella cave e nelle miniere".

Regio Decreto n. 232 "Regolamento generale per la prevenzione degli infortuni nelle imprese e nelle industrie che trattano  materie esplodenti.

1902 - età minima per lavorare 12 anni

1904 - età minima per lavorare 14 anni.

Prime inchieste sulle condizioni di lavoro di particolari categorie (lavoratori nelle risaie della Lomellina, Vercellese e Novarese, sui carusi nelle solfatare della Sicilia e dei lavoratori delle calzature a Milano.

Si istituisce l'Ispettorato del lavoro.

1906 - Primo Congresso Internazionale di Medicina del Lavoro.

1908 - Regio Decreto n. 157 - Igiene del lavoro nelle risaie.

1913 - Regio Decreto n. 998 -  Igiene del lavoro  nei cantieri per opere pubbliche.

Il R. D. determinava l'obbligo di avere nei cantieri le baracche di abitazione riscaldate, acqua potabile, lavatoi, bagni e docce, latrine e smaltimento rifiuti, ventilazione dei lavori in galleria.

1927 - Regio Decreto n. 147 - Igiene del lavoro nell'impiego dei gas tossici (ancora in vigore).

Regio Decreto n. 824 - Norme per la prevenzione degli infortuni derivanti dalla installazione e uso di generatori di vapore e di apparecchi fissi a pressione di vapore di gas (ancora in vigore).

1928 - Regio Decreto n. 530 - Regolamento generale per l'igiene del lavoro.

1929 - Regio Decreto n. 928 - Tutela assicurativa contro le malattie professionali.

1930 - Viene emanato il "Codice Penale", negli articoli 437 e 451 si occupa di tutela e di sicurezza dei lavoratori, prevedendo pene a chi rimuove o non installa i presidi antinfortunistici, norme tuttora vigenti.

1934 - Regio Decreto n. 1265 "Testo unico delle leggi sanitarie". Ancora oggi molti strumenti urbanistici ne fanno riferimento.

1942 - Viene emanato il nuovo "Codice Civile", che prevede all’art. 2087 la tutela della salute del lavoratore che si configura come dovere posto a carico del datore di lavoro (art. 2087). norma tuttora vigente.

1948 - Costituzione della Repubblica Italiana.

I diritti dei lavoratori sono richiamati in particolare all'articolo 41: "L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana" (omissis).

Articolo 32: "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività" (omissis).

Gli anni 50 sono segnati da una grande crescita economica, ma anche da un aumento notevole degli infortuni e delle malattie professionali.

In questi anni vengono emanati alcuni decreti prevenzionistici di portata generale:

DPR n. 547/55 - Norme per la prevenzione degli infortuni nei luoghi di lavoro.

DPR n. 303/56 - Norme generali sull'igiene del lavoro.

1958 - Il Decreto Ministeriale del 12 settembre istituisce il Registro Infortuni.

1965 - DPR del 30 giugno n. 1124 - Testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

1970 -  Legge 20 maggio 1970, n. 300 - Statuto dei lavoratori.

Articolo 9. Tutela della salute e della integrità fisica. I lavoratori, mediante loro rappresentanze, hanno diritto di controllare l'applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e di promuovere la ricerca, l'elaborazione e l'attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute e la loro integrità fisica.

1978 - L'istituzione del servizio sanitario nazionale con la legge n. 833 del 23 dicembre, individua nelle  unità sanitarie locali  il controllo e la tutela dell'igiene ambientale e per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali;

1982 - Con il DPR n. 962 del 10 settembre entrano in vigore le disposizioni sulle lavorazioni a rischio cancerogeno con il cloruro di vinile monomero, provvedimento abrogato dal d. lgs. 25 febbraio 2000 n. 66 ma di grande significato storico poiché si delinea il concetto di valutazione dei rischi, all’art. 3: Il datore di lavoro deve adottare appropriate misure tecniche e organizzative, al fine di ridurre ai valori più bassi le concentrazioni di cloruro monomero cui i lavoratori sono esposti. (omissis)

1991 - In attuazione di direttive comunitarie, viene emanato il Decreto Legislativo 15 agosto 1991, n. 277 in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro.

1994 - Il governo italiano, con cinque anni di ritardo rispetto alle direttive europee, emana il decreto legislativo n. 626.

La valutazione non è più riferita ad un agente specifico, ma si estende ad una complessiva analisi aziendale. Vengono definiti gli obblighi per il datore di lavoro e i lavoratori, istituisce le figure del responsabile del servizio di prevenzione e protezione e degli addetti, del medico competente e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.

2008 - Al termine di un travagliato percorso, durato 14 anni, entra finalmente in vigore il 15 maggio 2008 il Testo Unico in materia di salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro.

Con questo testo si cerca di riunire e semplificare in un unico testo di legge la complessa e articolata normativa previgente.

 

nota : parecchie notizie riportate sono tratte dalla pubblicazione realizzata dall'EBAP - Ente Bilaterale Artigianato Piemontese e dal CPRA Toscana.

Link Utili

http://www.inail.it/Portale/appmanager/portale/desktop?_nfpb=true&_pageLabel=PAGE_SICUREZZA

L’INAIL svolge attività di prevenzione in collaborazione con gli altri attori pubblici competenti e con tutti coloro che partecipano al processo produttivo, in primo luogo con le associazioni datoriali e artigiane e con quelle dei lavoratori, tramite accordi di collaborazione con i Comitati Paritetici.


http://www.ispesl.it/sitoDts/glossario/glossario.asp

Glossario della Sicurezza e della Salute nei luoghi di lavoro

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http://osha.europa.eu/it/publications/factsheets

Le schede informative, disponibili in 24 lingue, forniscono una breve introduzione sull'Agenzia Europea della Sicurezza e sulle sue attività. Molte sono dedicate a problemi specifici nel campo della sicurezza e della salute sul lavoro o a specifici settori o gruppi di lavoratori. Definiscono, in modo conciso e accessibile, i principali rischi connessi alla sicurezza e alla salute, le possibilità per contrastarli, i soggetti competenti e le fonti dove reperire ulteriori informazioni.


http://www.napofilm.net/it/napos-films

I film della serie Napo sono realizzati in animazione computerizzata. Essi illustrano personaggi del mondo del lavoro, che affrontano problemi legati alla sicurezza. Il personaggio principale, Napo, e i suoi compagni comunicano senza utilizzare le parole. Le loro storie hanno un valore educativo. Sollevano domande e stimolano il dibattito su aspetti specifici della sicurezza sul luogo di lavoro. A volte forniscono risposte pratiche ai quesiti o semplicemente guidano alla loro risoluzione. È in questa combinazione di educazione, neutralità culturale e umorismo tradotta nello stile dei cartoni animati che la serie "Napo" trova la sua identità. Napo è un personaggio simpatico, ma distratto. Il linguaggio universale di Napo rende i suoi film adatti a qualsiasi pubblico. Tutti gli episodi sono indipendenti gli uni dagli altri e possono essere usati assieme, come un unico film, o singolarmente.


http://www.vigilfuoco.it/aspx/Page.aspx?IdPage=363

In questa sezione tematica potrete trovare tutte le informazioni sulle attività relative alla prevenzione e alla sicurezza del Corpo dei Vigili del fuoco.


https://extra.suva.ch/suva/b2c/b2c/start.do

È il sito del SUVA svizzero (corrispondente al nostro INAIL) i riferimenti legislativi sono extracomunitari ma le liste di controllo per determinazione pericoli /pianificazione misure e gli altri supporti informativi sono di ottimo livello e idonei per il mondo intero.


Pubblicata il 24 novembre 2016