Istituto Istruzione Superiore Rita Levi-Montalcini Acqui Terme

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Acqui Terme

LABORATORI "PREMIO ACQUI STORIA"

Il caso del filantropo acquese Belom Ottolenghi (1854-1940)

Laboratori Premio “Acqui Storia”  :  la  III dell' ITC  ha presentato la sua ricerca

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Un  gruppo di promettenti  allievi della classe III sez. C  dell' ITC/ Amministrazione Finanza e Marketing ha preso parte, giovedì 30 maggio, presso la Sala comunale ex Kaimano,  alla mattinata conclusiva del Progetto Laboratori Premio “Acqui Storia”.

Ad accogliere  Giulia BERTINI, Giorgia FERRERO, Pietro GAUDIO, Maria Antonia GORZO e  Alessandro A. REVILLA (con loro studenti di altri Istituti Superiori di Acqui, Ovada e Nizza Monferrato) sono stati l'Assessore alla Cultura Avv. Alessandra Terzolo, il dott. Gualberto Ranieri (giornalista e membro della Giuria della sezione Storico Divulgativa dell' “Acqui Storia”), e il Sindaco della Città Lorenzo Lucchini.

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BELOM: storia di un acquese dimenticato

Guidati dal loro insegnante prof. Giulio Sardi (Lettere & Storia), gli allievi IIS Levi-Montalcini hanno dedicato il loro percorso ad una ricerca, assolutamente originale, che aveva titolo Leggi razziali 1938 e oblii della memoria: il caso del filantropo acquese Belom Ottolenghi (1854-1940).

Il lavoro (di cui son stati presentati i primi esiti: nel prossimo a.s. sarà possibile giungere alla redazione - e alla pubblicazione, non solo digitale - di un testo monografico, di cui si sente oggi - in ambito locale -  la mancanza) intendeva riscoprire una figura chiave della comunità israelitica acquese. Belom, infatti, incentivò generazioni di studenti con la sua Fondazione Premi Scolastici, dotò la Biblioteca Circolante di ricchi fondi librari, sostenne tutti gli enti cittadini (comprese le organizzazioni fasciste) con straordinaria larghezza. Poi il 1938, le leggi razziali. E nel 1942 il suo nome definitivamente cancellato dalla Biblioteca cittadina, a lui poco prima intitolata.

Il suo  ricordo non venne più "restaurato" nel secondo dopoguerra (né il nome di Belom è oggi ricordato dall'onomastica delle vie e delle piazze cittadine).

 

Il metodo per prima cosa

Da parte degli allievi una ricognizione sui pochi, recenti ma parziali, studi disponibili e - soprattutto - un lavoro di prima mano (di cui si son offerti i risultati, non esaustivi, ma già sorprendenti, che rivelano episodi ora di piena integrazione, ora di non nuova discriminazione a carico di un ebreo che si sente, prima di tutto, acquese e italiano). Oltre ad un ppt, riassuntivo del percorso, il risultato scientifico di più alto valore sta giungendo da una larghissima messe di dati  - oltre 800 le citazioni stimate da elaborare: il lavoro di squadra si sta rivelando fondamentale - raccolti (e organizzati, al momento in regesto, in un file allestito secondo un criterio annalistico) desunti dallo spoglio cartaceo de "Il Giornale d'Acqui" anni Venti e Trenta, e da quello digitale - attraverso il data base I giornali del Piemonte - delle testate acquesi di fine Ottocento e primo Novecento: “L'Ancora", "La Bollente", " Il Risveglio Cittadino", "La Gazzetta d'Acqui". 

E proprio questa stimolante consultazione permette di ricostruire un contesto assai difficile da cogliere attraverso i  manuali (un esempio: 1905: Belom, in Consiglio Comunale, impegnato nell'amministrazione, nella sua  piccola Acqui, dalla voce dal collega e coetaneo - e correligionario -  Raffaele Ottolenghi, può tanto ascoltare le notizie  delle agitazioni in Russia, quanto condividere la soddisfazione per l'ampliamento del porto di Genova, capoluogo su cui tutto il Monferrato gravita).

A Belom Ottolenghi l'IIS Rita Levi-Montalcini vorrebbe, ora, dedicare la Nuova Biblioteca del plesso ITC - ITT.


Pubblicata il 03 giugno 2019

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